Copilot in azienda: cosa fa davvero e cosa no, per chi ha Microsoft 365

Hai già Microsoft 365 e ti propongono Copilot per tutti. Prima di firmare: cosa fa bene, cosa fa male, cosa deve esserci prima, quanto costa davvero e come provarlo su tre persone invece che su venticinque.

Copilot in azienda: cosa fa davvero e cosa no, per chi ha Microsoft 365

Immagina uno studio tecnico di 25 persone nel Mendrisiotto: ingegneri, disegnatori, due persone in amministrazione. Hanno 25 licenze Microsoft 365, lavorano in Teams, i progetti stanno su SharePoint. Il rivenditore manda al titolare l'offerta per Microsoft 365 Copilot: una licenza per tutti, «così l'AI ce l'avete già dentro». Il titolare la gira a me con una riga sola: «ne vale la pena?».

È un esempio costruito, non un cliente. Ma la domanda è quella che ricevo più spesso da chi ha già Microsoft 365, e merita una risposta più precisa di «dipende». Questo articolo è la risposta: cos'è Copilot, cosa fa bene, cosa no, cosa deve esserci prima, quanto costa e come si prova senza comprarlo per tutti. Per dove finiscono i dati rimando al pezzo dedicato; qui parliamo di lavoro.

Il punto

Copilot è un assistente personale dentro le app che usi già: riassume, cerca, scrive bozze sui tuoi documenti. Rende per chi scrive, cerca e riassume molto. Non decide, non pulisce i dati, non svolge compiti ripetitivi: per quelli servono un'automazione o un agente. Non comprarlo per tutti: provalo su 3-5 persone per 60 giorni.

Cos'è Copilot in Microsoft 365, e in cosa è diverso da ChatGPT e da Copilot Studio?

Microsoft 365 Copilot è l'assistente AI dentro Word, Excel, Outlook, PowerPoint e Teams. Lavora sui tuoi documenti, sulle tue email e sulle tue chat, dentro il tenant Microsoft 365 dell'azienda, con il contratto che hai già firmato. Non è un prodotto nuovo: è una funzione in più dentro gli strumenti che le persone aprono ogni mattina.

La confusione nasce con gli altri due nomi che girano nelle stesse riunioni.

  • ChatGPT (o qualsiasi assistente generico) risponde solo su ciò che gli incolli. Non vede le tue email, non sa cosa c'è su SharePoint, non conosce il cliente di cui stai parlando. Su un testo generico vale quanto Copilot. Sui dati dell'azienda, no: e con l'account personale i dati escono dall'azienda, come ho scritto nel pezzo sulla shadow AI.
  • Copilot Studio non è un assistente: è lo strumento con cui si costruiscono agenti AI con un compito definito. Un agente non aspetta che qualcuno gli chieda qualcosa: legge le richieste che arrivano in una casella, prepara le bozze di offerta dal CRM, risponde ai colleghi dai documenti aziendali, con regole scritte e un'approvazione dove serve. Il primo si compra a licenza. Il secondo è un progetto.

Quando il rivenditore dice «Copilot», intende la licenza personale. Quando il titolare dice «vorrei che l'AI smistasse le email», intende un agente. Vanno valutati in due modi diversi.

Cosa fa davvero Copilot, nel lavoro di tutti i giorni?

Quattro cose, fatte bene, se le condizioni ci sono. Le descrivo con l'esempio dello studio tecnico.

  • Riassume le riunioni in Teams. Riunione di avanzamento registrata con trascrizione attiva: alla fine chiedi «cosa abbiamo deciso e chi fa cosa» e ricevi un riassunto con i punti aperti. Non perfetto, ma chi non c'era lo legge in due minuti invece di chiedere in giro.
  • Prepara bozze di email in Outlook. Un cliente scrive tre paragrafi su una variante al progetto. Chiedi una bozza che riprenda i punti e proponga un incontro: la bozza c'è, il tono è giusto, tu la correggi e la mandi. Il risparmio è sulle email lunghe, non su quelle da due righe.
  • Cerca tra email e documenti. «Cosa avevamo concordato con il committente sulle tempistiche del cantiere di Stabio?» Copilot cerca nelle email, nelle chat e nei file a cui hai accesso e risponde citando la fonte. È la funzione che chi la usa non lascia più, se i documenti sono dove devono essere.
  • Lavora in Excel su tabelle pulite. Intestazioni chiare, una riga per record, nessuna cella unita: Copilot aggiunge colonne calcolate, evidenzia anomalie, propone un grafico. Su un foglio diverso, no, e ci arriviamo.

In tutti e quattro i casi c'è una persona che chiede, legge il risultato e decide cosa farne. Copilot accorcia il lavoro; non lo fa al posto di nessuno.

Cosa non fa bene Copilot?

Quattro cose, e sono quelle per cui i titolari restano delusi dopo il primo mese.

  • Dati sporchi. Anagrafiche doppie, listini in tre versioni, documenti vecchi mai archiviati. Copilot li legge tutti con la stessa fiducia e risponde con sicurezza, citando la versione sbagliata. Non è un errore del modello: ha fatto quello che gli hai chiesto su quello che ha trovato.
  • Excel complessi. Fogli collegati, macro, celle unite, intestazioni su tre righe, totali in mezzo alla tabella. Copilot non capisce la struttura e i risultati vanno controllati riga per riga: si perde il tempo che si voleva risparmiare.
  • Decisioni. Che sconto fare, come rispondere a un reclamo, se accettare una variante. Copilot prepara il testo; la decisione resta a chi ne risponde.
  • Compiti ripetitivi e strutturati. Leggere ogni fattura in arrivo e metterla nel gestionale, smistare ottanta email al giorno, controllare ogni ordine contro la consegna. Copilot aspetta che qualcuno glielo chieda, una volta alla volta. Per un lavoro che si ripete serve un'automazione o, se c'è da interpretare, un agente.

La tabella mette in fila i compiti che sento nominare più spesso. Usala con le tue persone prima di comprare le licenze: se nella colonna «sì» finisce poco, la risposta è già lì.

CompitoCopilotPerché
Riassumere una riunione Teams registrataSìTrascrizione nel tenant, risultato buono con audio chiaro e trascrizione attiva
Scrivere la bozza di risposta a un'email lungaSìLegge il filo della conversazione, propone un testo che tu rileggi e correggi
Ritrovare cosa è stato detto a un cliente tra email, chat e fileSìCerca dove l'utente ha accesso e cita la fonte; dipende da come sono tenuti i documenti
Riassumere un documento lungo in Word o un PDFSìTesto leggibile, struttura chiara: il riassunto serve a decidere se leggerlo tutto
Preparare una prima bozza di slide da un documentoDipendeLa struttura è utile, la grafica va rifatta; vale per chi fa presentazioni spesso
Formule e analisi su una tabella Excel ordinataDipendeFunziona con intestazioni chiare e una riga per record; sotto quella soglia no
Excel con fogli collegati, macro e celle uniteNoNon capisce la struttura: ogni risultato va controllato a mano
Decidere uno sconto o rispondere a un reclamoNoÈ una decisione con una responsabilità: Copilot prepara il testo, la firma resta a una persona
Leggere ogni fattura in arrivo e caricarla nel gestionaleNoCompito ripetitivo e strutturato: serve un'automazione, con AI solo dove c'è da interpretare
Smistare e rispondere alle richieste di una casella condivisaNoServe un agente con regole, approvazione e registro, costruito in Copilot Studio o altro

Cosa deve esserci prima di attivare Copilot?

Tre condizioni. Senza, la licenza rende meno della metà, e la terza può fare danni.

  • SharePoint e OneDrive ordinati. Copilot cerca dove ci sono i documenti. Se i progetti stanno su un server locale, su una chiavetta o nelle caselle personali, non li vede. Se stanno su SharePoint in cartelle con nomi sensati e versioni aggiornate, li trova. L'archiviazione rimandata da anni diventa, con Copilot, la differenza tra «utile» e «non trova niente».
  • Dati nelle fonti giuste. Le condizioni concordate con un cliente stanno nel CRM o nell'email del commerciale? I prezzi aggiornati nel listino ufficiale o nell'Excel di una persona? Copilot risponde con quello che trova. Se la versione buona non è raggiungibile, risponde con quella sbagliata.
  • Permessi corretti. La condizione che nessun rivenditore mette nell'offerta. Copilot mostra a ogni utente ciò che quell'utente può già aprire. Né un file in più, né uno in meno. In quasi tutte le PMI, però, i permessi sono più larghi di quanto si creda: la cartella «Direzione» condivisa con tutti tre anni fa per un file, il foglio degli stipendi in una libreria aperta. Prima di Copilot, nessuno li cercava. Con Copilot, basta chiedere «quanto guadagna il mio collega?» e, se il file è aperto, la risposta arriva.

Il rischio permessi, spiegato semplice: Copilot non apre porte nuove, ma accende la luce in tutte le stanze già aperte. Per questo il primo lavoro, prima della licenza, è un pomeriggio di pulizia delle condivisioni: cartelle aperte a «Tutti», link anonimi, gruppi con membri di troppo. Poi una prova con un account di test a cui si chiedono le cose che non dovrebbe sapere. Se risponde, si torna ai permessi.

Quanto costa Copilot e per chi conviene?

Il prezzo di listino Microsoft è, in via indicativa, di circa CHF 30 per utente al mese, da aggiungere alla licenza Microsoft 365 che hai già. Per lo studio tecnico dell'apertura, 25 persone, sono circa CHF 9'000 l'anno. Non è una cifra enorme, ma si ripete ogni anno e va messa a confronto con quello che restituisce.

Il conto lo faccio così. A un costo interno di CHF 60 l'ora, una licenza da CHF 30 al mese si ripaga se fa risparmiare mezz'ora al mese a quella persona. È poco: un riassunto di riunione e due email lunghe. Per chi passa la giornata tra Outlook, Teams e Word, il conto torna senza sforzo. Per chi apre Outlook due volte alla settimana e lavora in un software di disegno o in officina, non torna: la licenza resta lì.

Nello studio dell'esempio, chi scrive, cerca e riassume molto sono forse otto persone: i titolari, i capi progetto, l'amministrazione. Gli altri diciassette usano Microsoft 365 per leggere la posta e aprire qualche file. Comprare 25 licenze vuol dire pagarne 17 perché il rivenditore ha un listino per tutti. Comprarne 8, dopo averle provate, vuol dire spendere un terzo e avere persone che le usano davvero.

Il consiglio, quindi, è uno: non comprarlo per tutti. Scegli 3-5 persone, dai loro una licenza per 60 giorni, e prima di iniziare scrivi tre casi d'uso per ciascuna. Non «vediamo come va»: «riassumere le riunioni del lunedì», «rispondere alle email dei committenti», «trovare le condizioni concordate nei vecchi progetti». Alla fine dei 60 giorni si sa chi la tiene e chi no.

Come si prova Copilot prima di comprarlo per tutti?

Con una griglia di prova, lo stesso metodo del collaudo di un sistema AI prima del rilascio, in versione ridotta: un foglio con tre colonne, da compilare prima e durante la prova.

Caso d'usoRisposta attesaCosa è andato male
Riassumere la riunione di avanzamento del lunedìDecisioni, responsabili, scadenze, punti apertiHa attribuito una decisione alla persona sbagliata; audio di un partecipante da remoto inascoltabile
Bozza di risposta a un committente su una varianteRiprende i punti, propone un incontro, tono formaleBozza buona; ha inventato una data di consegna non presente nell'email
Trovare le condizioni concordate con un cliente nel 2024Il passaggio dell'email o dell'offerta, con il linkHa trovato l'offerta ma non la versione firmata: era sul server locale, non su SharePoint

Righe inventate, per far vedere cosa finisce nella terza colonna. È lì che si capisce se il problema è Copilot (raro), i dati (frequente) o i permessi (da sistemare comunque). La griglia chiude la prova con un numero: su trenta richieste, quante utili, quante da rifare, quante con un dato inventato. È lo stesso metodo con cui si collauda un agente AI, dove le risposte inventate pesano di più perché l'agente agisce.

Tre regole. Le persone scelte sono quelle che scrivono e cercano molto, non le più entusiaste. I casi d'uso si scrivono prima, altrimenti la prova diventa «chiedigli qualcosa di divertente». E qualcuno raccoglie la griglia ogni due settimane, altrimenti resta solo un'impressione.

Dove finiscono i dati con Copilot?

Quattro righe, perché il dettaglio è altrove. Con l'account aziendale, prompt, risposte e dati del tenant non vengono usati per addestrare i modelli e sono coperti dal contratto Microsoft 365 che hai già. Per i tenant svizzeri ed europei i dati restano nel perimetro europeo di Microsoft, con un'impostazione da controllare per i momenti di picco. Il rischio vero non è Microsoft: sono i permessi larghi di cui ho scritto sopra. Il quadro completo, strumento per strumento, con la checklist e quello che chiede la nLPD, è in Copilot e nLPD, dove finiscono i dati.

Quando invece serve altro: un'automazione o un agente?

Il criterio è semplice e lo applico in ogni prima call. Copilot serve quando una persona ha bisogno di un aiuto sul proprio lavoro, su richiesta, una cosa alla volta. Se il lavoro si ripete ogni giorno uguale e nessuno dovrebbe chiederlo, Copilot è lo strumento sbagliato.

  • Le regole si scrivono in una tabella e i dati sono già strutturati? Ordini confermati che generano fatture, moduli con campi fissi da smistare, controlli tra ordine e consegna. Serve un'automazione dei processi, senza AI. Costa meno, non inventa, si controlla meglio.
  • C'è da leggere testo libero, interpretare e preparare qualcosa? Email di clienti da smistare, richieste d'offerta da trasformare in bozze dal CRM, fatture in trenta formati. Serve un agente AI con controllo: compito definito, approvazione dove c'è una decisione, registro di ogni azione, collaudo prima dell'uso. Si costruisce in Copilot Studio o con altri strumenti, a seconda del caso.

Le tre cose non si escludono. Nello studio dell'esempio, la risposta ragionevole è: otto licenze Copilot dopo la prova, un'automazione per le fatture dei fornitori, un agente per la casella info@ solo se le richieste in arrivo lo giustificano. In quest'ordine: il primo passo costa una prova e un pomeriggio sui permessi, gli altri due sono progetti.


Copilot vale la pena per chi scrive, cerca e riassume molto, se i documenti sono in ordine e i permessi sono giusti. Per gli altri è una licenza che resta lì. Se hai in mano un'offerta per tutti, raccontami cosa fanno le tue persone in una giornata: mezz'ora basta per capire a chi serve Copilot, a chi serve altro e a chi non serve niente.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra Copilot e ChatGPT in azienda?

Microsoft 365 Copilot lavora dentro Word, Excel, Outlook e Teams e legge le email, i file e le chat a cui l'utente ha già accesso nel tenant dell'azienda, con il contratto Microsoft che l'azienda ha già. ChatGPT risponde solo su ciò che gli viene incollato e non vede i dati aziendali. Per riassumere, cercare e scrivere sui documenti dell'azienda, Copilot parte avvantaggiato; per ragionare su un testo generico, i due sono vicini.

Cosa fa davvero Copilot in Microsoft 365?

Riassume riunioni Teams registrate, prepara bozze di email e documenti partendo dal contesto, cerca tra email e file a cui l'utente ha accesso e aiuta con formule e analisi su tabelle Excel pulite. Non decide, non lavora bene su dati sporchi o fogli complessi e non svolge compiti ripetitivi strutturati: lì servono un'automazione o un agente.

Quanto costa la licenza Microsoft 365 Copilot?

Il prezzo di listino Microsoft è, in via indicativa, di circa CHF 30 per utente al mese, da aggiungere alla licenza Microsoft 365 che si ha già. Per 25 persone sono circa CHF 9'000 l'anno. A un costo interno di CHF 60 l'ora, si ripaga se fa risparmiare almeno mezz'ora al mese per persona: poco per chi scrive, cerca e riassume tutto il giorno, molto per chi apre Outlook due volte alla settimana.

Cosa deve esserci prima di attivare Copilot?

Tre cose: documenti in SharePoint e OneDrive ordinati e aggiornati, permessi corretti, dati nelle fonti giuste. Copilot mostra a ogni utente solo ciò che quell'utente può già aprire: se le cartelle sono condivise con tutti, mostra troppo. Ripulire i permessi è il primo lavoro, prima della licenza.

Che differenza c'è tra Microsoft 365 Copilot e Copilot Studio?

Microsoft 365 Copilot è l'assistente personale dentro le app: lo usa una persona, su richiesta, per il proprio lavoro. Copilot Studio è lo strumento per costruire agenti con un compito definito, che lavorano anche senza che nessuno glielo chieda ogni volta: smistare richieste, preparare bozze di offerta, rispondere ai colleghi dai documenti aziendali. Il primo si compra a licenza; il secondo è un progetto, con regole, approvazioni e collaudo. Ne ho scritto in Agenti AI con controllo.

Davide De Filippis
Davide De Filippis
Founder di AFianco · Lugano

Davide De Filippis si occupa di dati, sistemi e processi aziendali. Con AFianco costruisce per le PMI del Ticino strumenti concreti per conoscere il mercato, usare meglio i propri dati e ridurre il lavoro manuale.

← Torna al Magazine